Giovanni MANUNTA
 "SICUREZZA"
dalla collana Scienza e tecnica dell’investigazione criminale
EMMEKAPPA Edizioni

Recensione di Annalisa Giuseppetti - Capo Ufficio Stampa:
 

E’ un libro che ben dispone sin dalla copertina, raffinata per ricercatezza ed incisiva per i significati che trasmette. L’Allegoria del buon governo, di Lorenzetti, artista assai espressivo di quell’autonomismo municipale dell’alba rinascimentale, che attraverso l’arte enunciava il suo messaggio politico autonomista ed espansionista, contiene già in sé tutte le componenti del concetto di sicurezza: qui vale la pena di prendere ad emblema, sopra tutte, la giustizia e la prudenza, accorgimenti essenziali ed irrinunciabili per assicurare un quotidiano supporto di sicurezza tanto per la grande quanto per la piccola comunità. E’ il loro convinto esercizio, corroborato dalla fortezza, a condurre verso la concordia, quella sola a mezzo della quale le nazioni democratiche e moderne possono, nel riconoscimento dei valori diversi, assicurarsi una cornice di solidità, coesione, tensione ideale sui valori comuni, tutti fattori in assenza dei quali la sicurezza stessa assume l’inconsistenza del concetto effimero e non già il valore della pratica, o meglio di abitudine quotidiana. Manunta, con questa scelta elegantemente efficace cui affidare la trasmissione visiva della sua elaborazione concettuale, sin dall’inizio consacra la sicurezza come elemento al servizio e non già come fine: strumento quindi di garanzia nella crescita, presidio nella libertà, viatico verso il benessere totale, che gli antichi indicavano, senza equivoci, come buona vita della moltitudine.

Ben consapevole delle confusioni ingenerate sull’argomento dalla imprudente e generalizzata abitudine di parlare attorno ad argomenti non conosciuti, assai opportunamente viene offerto, ad inizio d’opera, un glossario breve ed esaudiente, che chiarifica significati ed intendimenti.

La parte iniziale dell’opera affronta il significato terminologico attraverso una esaltante esplorazione storica, che non tralascia di citare le antiche codificazioni nelle quali il termine veniva associato a specifiche prescrizioni da adottarsi all’interno delle comunità, fino a giungere all’epoca attuale, che inserisce la securitas nel più ampio catalogo dei doveri dello Stato moderno, illuminato e liberale. Ecco quindi l’approccio alle diverse tipologie di contenimento della sicurezza, che a seconda dell’obiettivo e della minaccia presuppongono ed impongono diverse metodologie operative; da qui il passaggio dalla teorizzazione ad un approccio operativo che richiede strumenti e protagonisti: l’intelligence, le persone, le strutture, i sistemi, le procedure, il controllo. Il rapporto bene-minaccia occupa una parte significativa della trattazione, poiché da tale relazione scaturiscono soggetti protagonisti, modalità, comportamenti individuali e collettivi. Dinanzi ad una sconfinata ed a tratti impercettibile minaccia alla sicurezza, che non tralascia di adeguare le sue forme in maniera sempre più esponenziale, l’A. accentua la sua posizione a favore di un metodo, imprescindibile per attuare una risposta efficace ed efficiente. Largo spazio viene anche dato al processo decisionale.

La vocazione del testo è certamente ed evidentemente di natura operativa, se non altro per i dati che emergono dalla biografia dell’estensore, che nella sua vita professionale ha ben armonizzato ricerca teorica e verifica pratica. Si avvertiva, peraltro, il bisogno di una sistemazione della materia, tanto vasta quanto suscettibile di alterazioni per l’intervento, talvolta non in buona fede, di orecchianti travestiti da esperti.
Ed allora ecco che emerge la intellegibilità del testo: efficace, diretto, agevole, privo di assunzione di verità assolute.
Queste caratteristiche ne fanno uno strumento di immediata consultazione e di miglioramento nella condotta per quanti sono chiamati ad agire nel settore, di entusiasmante iniziazione per i neofiti.